Cattedrale, Simbolo di Vita
Vescovo Adriano

testo di S.E. Rev.ma Mons. Adriano Caprioli, Vescovo della Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla

“La Cattedrale è un monumento d’arte, è un edificio che nella sua costituzione fisica é un oggetto. Ma questo oggetto è anche un grande simbolo: un simbolo di vita”.

Trovo in queste parole di Giovanni Paolo II, in occasione della storica visita alla nostra Cattedrale di Reggio Emilia, una felice sintesi delle ragioni che ci sollecitano a guardare alla Cattedrale non solo come ad un patrimonio storico artistico da conservare e ammirare una volta restaurato, ma prima ancora come ad un grande simbolo di vita. È la sede del Vescovo, che ha lì la sua cattedra, ma anche la sua prima comunità di fede e di vita sacramentale; è la madre di tutte le chiese sparse sul territorio; è il luogo di vita di una comunità che ascolta, celebra, prega, trova spazi di silenzio e di contemplazione, sempre più scarsi nella città e perfino nelle nostre stesse case.

Non si può però affermare che una cattedrale sia edificio riservato esclusivamente alla liturgia e alla preghiera: eretta per volere concorde della cittadinanza, la Cattedrale non cessa di essere simbolo della città, accanto alla vicina Basilica di S. Prospero, senza separazione tra la dimensione religiosa e civile. In questo senso Giorgio La Pira, il noto sindaco di Firenze, invitava a “rifare le cattedrali centro della città”, mobilitando i cittadini come al loro bene comune o “tesoro di famiglia”, che è proprio di tutti: del Vescovo, della Diocesi, del Capitolo, delle parrocchie che qui hanno la loro chiesa madre, ma anche delle associazioni, delle fondazioni private e pubbliche, e dei singoli cittadini.

Ora che i lavori di restauro, grazie ai sostanziosi contributi degli Enti promotori che compongono il Comitato, incominciano a lasciare intravedere il segreto di arte, di storia e di bellezza nascosto per lungo tempo ai nostri occhi, è giunto il momento di dare a tutti la opportunità di partecipare, offrendo il proprio contributo, piccolo o grande che sia, all’opera, allargando così la base popolare, ecclesiale e civile, del Comitato. Si dice che chi è entrato nella Basilica della Ghiara o di S. Prospero dopo i restauri abbia come vissuto un momento di forte emozione e sorpresa, come quando in montagna al sorgere del sole dopo una giornata di nebbia si gode un impensato spettacolo. Ed è quanto attendiamo di vedere tra qualche anno, grazie alla collaborazione di tanti.

Memore dei pellegrinaggi alla Cattedrale, numerosi e partecipati dai vari Vicariati e realtà ecclesiali, in occasione del Giubileo del 2000, mi è caro già sin d’ora prevedere un analogo “Giubileo della Cattedrale”, previsto entro il 2009, di avvio della vita della Chiesa madre in tutta la sua pienezza, coinvolgendo anzitutto le parrocchie della città in una qualche forma di preparazione spirituale, pastorale e culturale. Sarà l’occasione, come già annunciato, per programmare i pellegrinaggi vicariali con la consegna dei progetti e attuazioni degli Orientamenti per una prassi rinnovata di Iniziazione cristiana.

Ringraziando per l’attenzione che non mancherete di accordare a questa proposta, sono convinto che anche la città possa riscoprire un’anima, vivere esperienze di coralità, sentirsi un popolo proprio attorno alla sua Cattedrale.

Reggio Emilia, 31 maggio 2006, nella festa della Visitazione di Maria