
Le maggiori novità per quanto concerne la storia dell'edificio provengono tuttavia dalla parte della navata più
vicina all'odierna facciata della chiesa, dove gli scavi hanno dato risultati del tutto inaspettati.
Durante i primi scavi condotti nella navata minore sud si era constatato,come già testimoniato dal Chierici, che
l'originaria facciata della chiesa si trovava fin all'incirca al XII-XIII secolo, arretrata di una campata rispetto
all'attuale. Nel corso di questi scavi è stata rinvenuta tuttavia una porzione di muratura circolare, a cui si
trovavano addossate tre tombe databili al IX-X secolo, che ha messo in dubbio quanto fino ad ora ritenuto sulla base
degli scavi del Chierici. Il proseguimento degli scavi nella navata centrale ha infatti restituito le poderose
murature di una struttura circolare, corrispondente alle prime due campate della navata, all'interno della quale sono
state rinvenute numerose sepolture analoghe alle precedenti. Si tratta in pratica di una sorta di torre circolare,
(forse quella che si ricorda crollata nel 1223) che andava a incastrarsi nella facciata formando una specie di
controabside, secondo i modelli delle coeve chiese di area germanica del IX-X secolo. La struttura, di cui fino ad
ora nessuno supponeva l'esistenza si sviluppava probabilmente a più livelli (forse vi era un affaccio a quota più
alta nella navata centrale) come sembrano suggerire le due scale a chiocciola rinvenute all'interno dello spessore
delle murature.
L'edificio circolare, tuttavia, ha rivelato numerosi livelli di utilizzo, un indagine attenta da parte degli
archeologi ha evidenziato che la struttura circolare non ha avuto se non nell'ultima parte del suo utiizzo (dopo il
sec. X-XI) un reale collegamento con la navata. Ulteriori approfondimenti sulle murature perimetrali hanno dimostrato
che l'edificio circolare è il risultato dell'accostamento di due semicerchi, uno dei quali, quello interno, più
sottile, costituisce l'abside di una chiesa più antica che si sviluppava sulla piazza e che ha certamente origini
paleocristiane (VI-VII secolo). L'antico edificio aveva la larghezza par a quella della chiesa attuale, poiché le
murature della sua abside risultano ammorsate alle fondazioni della facciata della successiva chiesa altomedioevale
rinvenute nelle due navate laterali.
La struttura archeologica resterà ispezionabile tramite una botola posta nella navata che consentirà agli studiosi di
accedere a questa importante testimonianza. L'operazione ha inoltre permesso di indagare e consolidare le fondazioni
della prima coppia di pilastri della navata (sui quali insiste la mole dell'attuale torre ottagonale), mantenendo
l'omogeneità della lettura complessiva dell'edificio attuale e preservando l'integrità di quello che è forse il più
antico edificio cristiano della diocesi.
Comitato per il Restauro della Cattedrale S. Maria Assunta di Reggio Emilia
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