L'intervento su pavimenti e impianti
La navata sud dopo la rimozione del pavimento

L'attuale situazione impiantistica della Cattedrale di Reggio Emilia denuncia una evidente situazione di degrado ed inadeguatezza. L'impianto esistente, risalente agli anni '50-'60, è infatti costituito da una caldaia a gasolio pesante, con emissione di aria calda, da una sola bocca di mandata individuata all'attacco della navata nord con il transetto.

Oltre all'evidente squilibrio di rendimento termico nelle differenti aree della chiesa, determinato dal forzato decentramento dell'unica emissione, il dato più preoccupante che emerge da questa situazione è costituito dalla grande emissione di particellato derivante dalla combustione, che, nel tempo, ha offuscato ed annerito la gran parte dei paramenti murari decorati, delle statue e delle dorature, che oggi versano in condizioni di degrado.

Il rifacimento dell'impianto di riscaldamento della Cattedrale si configura dunque come un'opera imprescindibile per la conservazione di tutto il complesso del patrimonio artistico del Duomo reggiano, e per la prevenzione del rapido degrado che, nelle condizioni attuali, andrebbe ad intaccare le varie emergenze artistiche di cui ci si accinge al restauro.

In questo senso la scelta che è apparsa più risolutiva, anche se complessa, è quella di installare un impianto di riscaldamento a panelli radianti a pavimento, che permetta di limitare il riscaldamento ai primi due metri circa dal piano di calpestio, distribuendo uniformemente l'azione riscaldante, e aumentando l'inerzia termica del complesso, per non sottoporre le tele e gli arredi allo stress determinato da forti sbalzi di temperatura.

La realizzazione dell'attuale impianto di riscaldamento ha comportato a suo tempo lo scavo di ampie canalizzazioni che raggiungono la caldaia, posta in un locale sotterraneo adiacente la cripta.

La caldaia sarà completamente smantellata e con essa saranno rimosse e smaltite tutte le canalizzazioni e attrezzature connesse, nel locale così recuperato sarà realizzata una rampa, secondo le norme previste per i disabili, che collegherà le navate alla cripta.

La posa dell'impianto di riscaldamento comporta la rimozione di tutta la pavimentazione esistente, attualmente divisa in due tipologie:
Nel transetto e fra i pilastri della navata, un pavimento, probabilmente dei primi dell'ottocento costituito da mattonelle in marmo bianco e rosso, di provenienza veronese. Questo materiale sarà accuratamente rilevato, staccato con i dovuti accorgimenti e rimontato in sito dopo l'installazione del riscaldamento a pavimento.
Nella navata centrale un pavimento a scacchiera di marmo di Carrara venato e di Bardiglio scuro. A causa degli spessori molto esigui e di una levigatura piuttosto recente, con stuccatura a resina, risulta quasi impossibile il distacco senza una perdita consistente di materiale. Il pavimento sarà pertanto ripristinato con materiali analoghi, del resto facilmente reperibili sul mercato.