
L'attuale stato di conservazione dei paramenti murari della Cattedrale denota diversi livelli di degrado. Sulla
navata sinistra sono rilevabili ampie porzioni di intonaco ammalorato a causa di infiltrazioni di acqua; a questo
vanno aggiunte piccole lesioni ed assestamenti di vario genere, imputabili per lo più ad eventi sismici. Tutti i
paramenti murari delle navate si presentano anneriti a causa del consistente deposito di particelle e di fumi,
derivante in gran parte dal riscaldamento a gasolio pesante in funzione dagli anni '50, e dalla quasi totale assenza
di interventi manutentivi negli ultimi cinquant'anni. In particolare l'esame dei saggi stratigrafici compiuti sulla
navata centrale ha messo in evidenza come gli elementi architettonici della trabeazione siano costituiti da uno spesso
strato di intonaco a base gessosa, in alcuni casi anche più di 6 cm, che evidenzia fenomeni di distacco dalle murature
sottostanti, pur non presentando sensibile presenza di crettature.
Questo strato gessoso, certamente riconducibile ai
lavori eseguiti ai primi del '600 su disegno di Cosimo Pugliani, reca una finitura bianca a calce. Si tratta
probabilmente del gusto architettonico che ha un esempio coevo nelle finiture bianche e oro del tempio della B.V.
della Ghiara. Al di sopra di questo strato di bianco vi sono due stesure di una tinta rosa che vanno probabilmente
ricondotte all'intervento del Vergnani nel 1777 e ad una successiva manutenzione, probabilmente quella del 1878.
Come si vede, l'esito delle stratigrafie conferma un numero di tinteggi e rinnovamenti del paramento murario
straordinariamente esiguo per una Cattedrale che, ha conservato sostanzialmente le cromie settecentesche, saltando,
di fatto, tutta la fase di (rovinosi) restauri che ha cambiato volto a molte chiese reggiane nel dopoguerra.
Metodologia di intervento
L'intervento consiste, in sostanza, nella messa a punto di una metodologia conservativa che permetta la manutenzione
straordinaria della situazione, ormai storicizzata, determinatasi dalla sommatoria degli interventi settecenteschi
e ottocenteschi.
In primo luogo saranno saggiate con cura tutte le superfici intonacate, sia quelle a base gessosa delle modanature
della navata che quelle a calce delle volte e del transetto, al fine di individuare le parti maggiormente ammalorate
a causa delle infiltrazioni e delle lesioni sismiche, nonché verificare la stabilità di quelle parti di intonaco che
per vari motivi presentino fenomeni anche diffusi di distacco dalla superficie strutturale.
Le parti di intonaco che per il particolare livello di degrado non possano essere recuperate saranno eliminate e
risarcite con malte analoghe per composizione e granulometria. Le parti recuperabili, sia per integrità del supporto
che della pellicola pittorica, saranno oggetto di consolidamento puntuale, mediante iniezione di malte fluide a base
di calce. Su tutte le superfici sarà eseguita una pulitura volta ad eliminare tutti i depositi di sporcizia e di
particelle di combustione, da effettuarsi mediante spazzolatura con pennelli a setola morbida e gomme morbide tipo
Wishab. In alcuni casi occorre far precedere a questa operazione un preconsolidamento, solo nel caso in cui la pellicola
pittorica tenda a polverizzarsi. In caso di infiltrazioni d'umidità, con conseguente presenza di sporcizia più tenace,
croste ecc. si prevede l'utilizzo di impacchi con idonee sostanze, anch'esse da campionare in corso d'opera.
A questa fase farà seguito il ritocco pittorico col metodo della selezione cromatica, delle lacune e delle parti
perdute. Analogo trattamento sarà riservato alle parti dorate.
Comitato per il Restauro della Cattedrale S. Maria Assunta di Reggio Emilia
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