La cripta
I Santi Martiri Crisanto e Daria, coprotettori della città e della Diocesi di Reggio Emilia, alla cui memoria è dedicata la cripta

La cripta, dedicata alla memoria dei SS. Crisanto e Daria di cui conserva le reliquie donate da re Berengario II nel, resta per molti versi uno dei luoghi più interessanti della Cattedrale reggiana, sviluppatosi attraverso i secoli come una sorta di chiesa autonoma all'interno della chiesa madre e spesso relativamente sconosciuto ai reggiani.

L'obiettivo ultimo, ma non meno importante, della campagna di restauri in corso, è il completo recupero di questa parte della Cattedrale, che per dimensioni (circa 800 mq di sviluppo) non ha nulla da invidiare ad una vera e propria chiesa.

Per migliorarne l'accesso dalle navate della Cattedrale è attualmente in corso la costruzione di una rampa che permetterà la discesa ai disabili, ricavata all'interno del vano precedentemente occupato dalla centrale termica. Il restauro della cripta passa anche attraverso una importante riflessione sul suo uso liturgico in rapporto alla Cattedrale stessa. Molte saranno infatti le funzioni celebrative e di culto che verranno spostate o nuovamente insediate in questa parte della chiesa. In primo luogo la cripta sarà destinata all'adorazione eucaristica permanente per tutta la Diocesi, che fino a qualche anno fa si svolgeva nella chiesa cittadina di San Giorgio, oggi chiusa dopo il sisma del 2000.

La cripta ospiterà anche la messa feriale della parrocchia della Cattedrale e sarà inoltre il luogo della sepoltura dei vescovi e della memoria della continuità della loro azione pastorale nel corso dei secoli. A quest'ultimo uso sarà dedicata la cappella nord, sottostante alla cappella del SS. Sacramento, dove già sono state ricavate negli anni venti del '900 alcune sepolture, la cui sistemazione sarà rivista ed ampliata.

Il restauro riguarderà tutto l'edificio nel suo complesso, a partire dalla rimozione del pavimento in graniglia, realizzato durante i restauri degli anni '20 e dall'inserimento, al di sotto della nuova pavimentazione in marmo, del riscaldamento a pannelli radianti, particolarmente indicato per le caratteristiche dimensionali del luogo. Questi lavori saranno occasione per compiere alcune verifiche di tipo archeologico al fine di recuperare informazioni sulla genesi della zona absidale della cattedrale e sulla cripta stessa. Non va scordato che la cripta è fondata sui probabili resti di una ricca domus romana, come prova l'elegante pavimento a mosaico, ancora oggi visibile circa due metri al di sotto dell'attuale piano di calpestio. I problemi di natura statica dell'edificio rendono tuttavia sconsigliabile operare scavi di notevoli dimensioni, si procederà dunque per saggi di dimensioni ridotte.

Saranno restaurati i paramenti murari con il recupero delle cromie settecentesche, ancora chiaramente riscontrabili al di sotto dell'attuale tinteggio. Oggetto di restauro conservativo saranno invece le decorazioni floreali realizzate dal pittore Anselmo Govi nella cappella sud, dedicata ai caduti della prima guerra mondiale.

Altro restauro conservativo riguarderà il complesso delle colonnine che reggono le attuali volte a crociera, frutto di vari ampliamenti e sostituzioni su cui a lungo si sono interrogati gli storici, nella speranza di chiarire le fasi costruttive della cripta, non ancora del tutto precisate.

L'intervento sarà infine completato dal restauro delle varie emergenze artistiche: mobili, lapidi altare e soprattutto l'elegante coro intagliato, realizzato nei primi anni del cinquecento ad imitazione di parti del coro superiore.